Arethusa
Negli abissi luminosi di Angelo Tonelli
Negli abissi luminosi di Angelo Tonelli
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Angelo Tonelli ricostruisce le radici dello sciamanesimo nella Grecia antica, dalle tecniche dell’estasi alle pratiche rituali che univano guarigione, visione e Nous. Da Omero a Parmenide, dai tragici a Platone, emerge una sapienza che connette l’anima al Grande Uno.
“O beato colui che conoscendo le iniziazioni degli dèi vive felice nella purezza”
Prima della scrittura, quando la civiltà muoveva i suoi primi passi, lo sciamano e la sciamana erano le guide capaci di mediare tra il visibile e l’invisibile. Figure di cura, di conoscenza e di rito, depositarie di tecniche dell’estasi e di un sapere che univa guarigione, visione e relazione con le potenze del mondo sottile.
Angelo Tonelli mostra come questa esperienza arcaica sia presente anche al cuore della Grecia antica. Nei testi di Empedocle e Parmenide, nei poemi di Omero ed Esiodo, nelle tragedie, in Platone, Aristotele, Pindaro e Apollonio Rodio riaffiorano pratiche, cerimonie e racconti che custodiscono un’antica via iniziatica. Estasi, trance, viaggi dello spirito e rituali di contatto con il sacro rivelano un filo nascosto che lega la Sapienza greca – soprattutto magnogreca – allo sciamanesimo eurasiatico e all’Estremo Oriente.
Ne nasce il ritratto di un mondo in cui ciò che Jung chiama “Sé” e i Greci Nous era ancora integro: un occhio interiore capace di collegare e ricomporre tutti i piani dell’esistenza nel Grande Uno. Una visione unitaria e luminosa che attraversa la storia spirituale dell’umanità.
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