Arethusa
Magus. L'arte della magia nel Rinascimento di Anthony Grafton
Magus. L'arte della magia nel Rinascimento di Anthony Grafton
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C’è stato un tempo in cui magia e scienza non erano mondi separati. Nel Rinascimento il magus incarnava lo studioso inquieto: bibliofilo, astrologo, ingegnere, alchimista, capace di muoversi tra codici segreti, arti meccaniche e dottrine teologiche. Anthony Grafton ricostruisce questo paesaggio intellettuale con rigore e fascino, riportando alla luce un mondo in cui il sapere era ancora unitario.
Al centro del racconto emerge la figura del mago rinascimentale: un miscuglio instabile di erudizione e artifizio, di immaginazione e metodo. Non solo il celebre Faust, che la tradizione letteraria ha trasformato in simbolo del patto col demoniaco, ma anche un Faust storico – colto, inserito nella vita pubblica e pienamente parte dei circuiti accademici dell’epoca.
Accanto a lui compaiono i grandi nomi che hanno segnato la magia erudita: Marsilio Ficino, Pico della Mirandola, Giovanni Tritemio, Heinrich Cornelius Agrippa. Uomini capaci di dialogare con sovrani e artisti, partecipare a controversie sulla magia lecita e illecita, e contribuire a ridefinire i confini tra divino, naturale e diabolico.
Tra XV e XVI secolo, questi studiosi plasmarono un’arte complessa che intrecciava religione, filosofia naturale, astronomia, retorica e tecniche dell’inganno. Con scrittura limpida e sorprendente, Grafton ci fa rivivere un Rinascimento inquieto e scintillante, in cui l’immaginazione magica non era superstizione, ma una forma sofisticata di conoscenza.
Anthony Grafton è professore emerito di Storia alla Princeton University.
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