Arethusa
Magus di Francis Barret
Magus di Francis Barret
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Il Magus di Francis Barrett è uno dei testi fondamentali dell’occultismo occidentale moderno. Pubblicato a Londra nel 1801 raccoglie e riorganizza in forma sistematica l’eredità della magia rinascimentale, della Cabala, dell’alchimia, dell’astrologia e della filosofia ermetica.
L’opera si presenta come un vero compendio di filosofia occulta: dalle influenze celesti alle virtù nascoste di metalli, piante e pietre, dalla magia naturale alla pratica talismanica, fino alla composizione di sigilli, figure, immagini rituali e strumenti cerimoniali. Barrett intreccia cosmologia, antropologia sacra e dottrina dell’anima, affrontando temi come la creazione della natura, la caduta dell’uomo, i doni soprannaturali e il rapporto tra visibile e invisibile.
Ampio spazio è dedicato alla magia cabalistica e cerimoniale, allo studio degli spiriti, delle gerarchie invisibili, dei nomi sacri, delle tavole operative e degli scongiuri. Non si tratta soltanto di un repertorio di tecniche, ma di una sintesi della tradizione esoterica europea, costruita a partire da fonti antiche e rinascimentali come Agrippa, Tritemio, Paracelso, Pietro d’Abano e la letteratura salomonica.
Per la sua capacità di rendere accessibile un sapere fino ad allora disperso in testi rari, Il Magus ebbe un ruolo decisivo nella rinascita dell’interesse per la magia cerimoniale tra XIX e XX secolo. Più che un semplice grimorio, è una soglia storica: il punto in cui l’antica filosofia occulta entra nella modernità e diventa una delle matrici del successivo esoterismo occidentale.
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