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Le Ombre Dell'Antico Egitto. Lezione di Francesca Goria
Le Ombre Dell'Antico Egitto. Lezione di Francesca Goria
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đź“…Â 17/6/2026
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⏰ h 20.30-22.30
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L’Ombra nella dinamica dell’equilibrio
Nell’Antico Egitto l’Ombra non è una potenza malvagia contrapposta al bene. Dietro la luminosità dell’archetipo solare si muove una dimensione oscura e caotica che non distrugge l’ordine, ma lo rende possibile.
La terra nera e la putrefazione fertile
Gli stessi egizi chiamavano la propria terra Kemet, “la terra nera”, dal colore lasciato dalle inondazioni del Nilo. In quella terra scura, carica di limo e di putrefazione fertile, vita e morte sono inseparabili. Il mito di Osiride, la cui dissoluzione diventa sorgente di rigenerazione, mostra come la trasformazione della morte in vita sia al centro della visione egizia. In questa prospettiva le polarità non sono opposte, ma complementari: una differenza di potenziale che genera energia e rinnovamento continuo.
Dagli dèi all’essere umano: le forme dell’Ombra
Ra non potrebbe stabilizzare la propria esistenza senza Apophis, Horus regnare senza Seth, Iside portare a compimento i suoi rituali taumaturgici senza Nephtys. Queste presenze non distruggono l’ordine: lo mettono alla prova e lo vivificano.
Questa stessa logica non riguarda soltanto il cosmo e le divinità , ma anche l’essere umano. Gli egizi lo descrivevano infatti come un insieme complesso di componenti - dal Ka al Ba fino al Ren - e tra queste compaiono anche due Ombre, Khaibyt e Shuyt. Comprenderne il significato permette di cogliere come, anche nell’essere umano, la dimensione oscura non rappresenti una negazione della luce, ma una funzione necessaria alla trasformazione e all’equilibrio dell’esistenza.
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