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Arethusa

La Possessione. Dalle religioni della trance ai riti di liberazione corso di Massimo Centini e Giovanni Fresa

La Possessione. Dalle religioni della trance ai riti di liberazione corso di Massimo Centini e Giovanni Fresa

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📅 I lunedì dal 1°/6/2026
đź“‹ 4 lezioni
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Le molte forme della possessione

In Occidente la possessione è quasi sempre letta come un’invasione demoniaca da combattere. Ma non è ovunque così: in molte culture essere “abitati” da un’entità è una condizione accettata o ricercata. Il corso ne indaga forme e significati tra vudù, sciamanismo, cristianesimo e tradizioni orientali.


Tra adorcismo e esorcismo, due modelli rituali

Massimo Centini - La possessione come pratica culturale

L’approccio antropologico mostra come la possessione possa essere una forma rituale codificata, non necessariamente negativa. Nelle religioni di possessione, dal culto degli antenati alle tradizioni africane e afro-caraibiche, dalle pratiche di trance allo sciamanismo emerge la logica dell’adorcismo: una presenza accolta, indotta e resa operativa. Il corpo diventa così supporto del sacro, mentre il confine tra religione e magia si fa più mobile. In questa prospettiva, anche alcune sopravvivenze folkloriche europee e certe forme di stregoneria possono essere rilette come residui di sistemi estatici più antichi, fino a incontrare le riletture moderne della possessione tra psichiatria, isteria e psicoanalisi.

Giovanni Fresa - L’esorcismo tra tradizione occidentale e Oriente

La seconda direttrice segue invece la storia delle pratiche di liberazione. Dall’Antico Egitto al mondo greco-romano, dai Papiri Magici alla tradizione ebraica, fino allo sviluppo cristiano, la possessione viene progressivamente definita come presenza ostile da espellere. L’esorcismo si costituisce così come rito di contrasto, in continuità con formule, gesti e tecniche antiche. A questo asse occidentale si affianca l’apertura all’Oriente: il mondo arabo con i jinn, il taoismo magico cinese, le pratiche giapponesi di purificazione e liberazione. Ne emerge una geografia ampia del rito, nelle sue diverse forme storiche e culturali.

La possessione come rapporto con l’invisibile

Nel confronto tra questi modelli, la possessione appare come una struttura culturale interpretabile in modi opposti. In alcuni contesti la presenza dello spirito è integrata e resa operativa; in altri è percepita come intrusione e minaccia. Tra adorcismo ed esorcismo si definisce così una tensione fondamentale tra accoglienza ed espulsione, tra uso rituale della presenza e sua neutralizzazione.

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