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Arethusa

Il Giappone e il sacro Lawrence E. Sullivan cur

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Il Giappone e il sacro è un'antropologia religiosa del Giappone che segue le forme del sacro nel loro sviluppo storico. Shintoismo e buddhismo, santuari, montagne e pellegrinaggi, architetture, danza e teatro vi compaiono come espressioni che si distinguono, si accostano e si combinano. Il punto di partenza è la mitologia dello shintō, la via degli dei, abitata dai kami. Sono forze naturali personificate, come il sole, la luna e i tifoni, e realtà misteriose, come montagne, fiumi, rocce e animali, che l'uomo si rende propizie attraverso il rito.

Da questa radice il volume passa ai luoghi del sacro, ai pellegrinaggi e al ruolo del corpo umano e delle sue energie. Segue un'ampia sezione dedicata al buddhismo: la Terra Pura, lo Zen, il Sūtra del Loto, la Scuola di Kyoto e il buddhismo esoterico delle scuole Shingon e Tendai. Qui trovano posto i mandala, i quattro strati dell'esoterismo e la venerazione dell'albero. L'ultima parte esamina le manifestazioni del sacro nella danza, nel teatro e nello sciamanesimo.

Il volume è stato commissionato da Julien Ries nell'ambito del suo Trattato di antropologia del sacro a Lawrence E. Sullivan, storico delle religioni, che ne ha disegnato la struttura. I capitoli sono affidati a studiosi giapponesi e internazionali, tra cui Helen Hardacre, Allan Grapard, Ruben Habito e Yasuo Yuasa. Ne risulta una visione d'insieme che tiene insieme mito, rito, dottrina e pratica.

A una di queste vie, quella che dal buddhismo esoterico e dallo Zen conduce alle arti marziali, Arethusa dedica il corso Lo Zen e la Via delle arti marziali di Giovanni Fresa, maestro di kendo V dan e membro associato della ESSWE. Il corso segue la religiosità del guerriero giapponese dal medioevo al Novecento. Parte dalle radici nel buddhismo esoterico, attraversa il passaggio dal jutsu al dō nella pace dei Tokugawa e arriva al legame tra Zen e bushido costruito in età moderna. Il volume curato da Sullivan ne offre lo sfondo: lo shintō, le scuole Shingon e Tendai e lo Zen sono le forme del sacro da cui la Via del guerriero ha preso linguaggio e pratica.

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